La giornata si apre con l’arrivo a Castello Roganzuolo di San Fior (TV) di oltre 500 atleti, accompagnati da più di 100 mezzi dei team e da altrettanti camper, il tutto in un clima caratterizzato da temperature sotto lo zero. In via preventiva, per scongiurare il rischio di gelate, l’organizzazione dei Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026 aveva provveduto durante la notte a coprire le zone più delicate del percorso, evitando così possibili problemi nelle prime ore del mattino.
La partenza prevista per le ore 9.05 viene dunque rispettata egregiamente in una domenica che si prospetta davvero impegnativa per l’affastellamento del programma di gara.
Tra i 101 iscritti, sono 99 i partenti per gli Esordienti primo anno. Una gara ciclocrossistica che è tutta aperta, non avendo favoriti, e quindi è tutta da ammirare per scoprire il 12enne che indosserà la maglia tricolore.
All’inizio si presentano tutti in un gruppo allungato, ma già si notano le teste di serie: Massimo Peretti del G.s. Avis Bike Amelia, Pablo Zanolini del G.s. Alto Adige SudtirolPost, Leonardo Ponte del GS Pianello, con Stefano Toffoli, atleta di casa. Al successivo passaggio ai box, il portacolori della Sanfiorese cerca di fare l’andatura ma poi il gruppetto di testa si ricompatta.
Al secondo passaggio, dei tre giri, in testa c’è ancora Massimo Peretti con Stefano Toffoli a ruota, Pablo Zanolini e poi Nicolò Causero del B Team Cyclocross Project. Il frazionamento della testa della corsa avviene però in mezzo ai vigneti dove l’atleta dell’Alto Adige, Zanolini appunto, scivola e deve farsi passare davanti Peretti, Causero e Toffoli, anche se il giovanissimo recupererà successivamente.
Alla salita della Pieve, con un’andatura un po’ affannata, i primi cominciano comunque a giocarsela tra gli olivi. Il finale a Castello Roganzuolo è un tripudio di festa:
Oro a Massimo Peretti, argento a Nicolò Causero, bronzo a Pablo Zanolini, fuori dal podio l’atleta di casa Stefano Toffoli, quinto Leonardo Ponte.
Per Massimo Peretti è una vittoria sperata e attesa anche se è stata dura. Alla fine dal palco premiazioni dirà: “Non ci credo ancora! Il tracciato è stato bellissimo, tecnico e faticoso, mentre il ghiaccio non mi ha preoccupato perché era già sciolto”.

Foto in caricamento sui social media, classifiche aggiornate su trevisomtb.it. Creatività video della diretta già caricate su YouTube (Sanfiorese), creatività video con highlights in arrivo.

Alla partenza degli Esordienti secondo anno, 95 iscritti, Santiago Bembo del G.S. Mosole ha un leggero problema allo scarpino, ma riesce a recuperare in fretta. Nicolò Ferrari, il favorito di giornata, del Tirano Bike, proprio nel giorno del compleanno, è subito costretto a cambiare la bici per problemi meccanici.
Al primo passaggio sotto la linea d’arrivo del circuito da 2,3 km, è proprio Bembo a transitare per primo, seguito a ruota da Thomas Vitaloni di A Favore del Ciclismo e da Alberto Mario della MTB Academy Giaveno. Anche Luca Bacchin, della Sanfiorese, si presenta combattivo e inizia a giocarsela tra i vigneti, mentre Nicolò Ferrari è costretto a un secondo cambio di bici.
Tra gli olivi, il cosiddetto Muro del Baccanale, sono tutti agguerriti, ma c’è già un mini-gruppo di testa:
Santiago Bembo e Luca Bacchin, mentre staccato a 10,7 c’è Alberto Mario.
Il colpo di scena arriva proprio mentre gli altri transitano al secondo giro di quattro: Thomas Vitaloni ha un problema alla catena che lo costringe a rimanere fermo per almeno 40 secondi, tutto davanti a un centinaio di tifosi che assistono alla scena.
Al Muro del Baccanale succede poi l’incredibile: Bembo, tra gli olivi, finisce fuori dal percorso lasciando l’arrivo dei -1 al termine ad Alberto Mario e Luca Bacchin. Bembo transiterà con +18,5, mentre 26 secondi dopo si presenteranno Fabio Pisarra dell’S.C. Alfredo Binda, Alessandro Balbi del Cx Devo Accademy e Vitaloni, che continua a recuperare l’impossibile.
Il finale è davvero strepitoso, con il pubblico che comincia a riempire tutto l’arrivo. Gli applausi sono per Alberto Mario, che si laurea Campione Italiano, mentre Luca Bacchin, 14enne da due giorni, della Sanfiorese, si porta a casa l’argento e un incredibile Thomas Vitaloni strappa il bronzo. Dal palco dirà, con le lacrime agli occhi: “Ho recuperato un po’, ma potevo fare meglio”. Quarto Pisarra, quinto Balbi.
“La gara è andata bene, all’ultimo giro mi mancavano le forze, ma sono riuscito ad arrivare secondo”, ha sottolineato l’atleta di casa Luca Bacchin. “Ero in ansia stanotte, ma sapevo che si poteva fare. Mi sono allenato per tutta la stagione, non ho ancora realizzato perché la gara è stata emozionante. Un ringraziamento lo voglio fare anche al tifo”, sono le parole del vincitore da Castello Roganzuolo.

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Per le donne Esordienti primo anno (31 partenti su 32 iscritte), nella prima frazione di gara, di tre complessive, Eleonora Lombardi, KTM Academy Le Marmotte, sembra fare subito il passo.
Al primo giro quindi è Lombardi, poi Diletta Bandizziol del B-Team Cyclocross Project (+4,4), Beatrice Di Pardo della Pol. Fiumicinese F.A.I.T. Adria (+7,3), che subito dopo cambia bici.
Al passaggio ai box Bandizziol è praticamente assieme a Lombardi e a seguire c’è Di Pardo. Sembrano essere le tre a tirare la giornata.
Quest’ultima, ci riferiamo all’atleta romagnola, si presenta prima al Muro del Baccanale, tra gli olivi, e transita al -1 dall’arrivo praticamente da sola. Dietro, con +17,5 c’è Bandizziol, mentre Lombardi ha 25,5 di distacco e Nami Epis del KTM Academy Le Marmotte è a +31; a 41 secondi in più si presenta Margherita Bianchi del Velò Montirone.
Prima del gran finale, dell’ultimo giro, Di Pardo incrementa il vantaggio su Lombardi, poi Epis riesce a precedere addirittura Bandizziol.
L’atleta romagnola, tra gli olivi del Muro del Baccanale, stacca tutti e arriva da sola facendo un vuoto di oltre 47 secondi.
Beatrice Di Pardo è tricolore, argento per Eleonora Lombardi, bronzo per Nami Epis. Quarta, in lacrime all’arrivo, Diletta Bandizziol, quinta Margherita Bianchi del Velò Montirone.
“Alla fine non ce la facevo più, ho cercato di dare tutto, volevo di più, ma non sono riuscita”, ha sottolineato la terza arrivata. Lombardi invece non si aspettava questo argento: “Ho iniziato a sperare di andare alla caccia dell’oro quando ho visto che ero prima”. La romagnola, Campionessa Italiana, tra le favorite di oggi, ha detto che desiderava questa medaglia, ma ovviamente non era certa del risultato, che ha dedicato “alla mia famiglia, all’allenatore, alla squadra e al mio cane Tonino che non c’è più”.

Le Donne Esordienti secondo anno, per i Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross nel palcoscenico di Castello Roganzuolo (TV), sono in tutto 40. La protagonista sembra essere subito Giorgia Vottero della Cx Devo Academy, che allunga pedalata dopo pedalata, mentre al seguito ci sono Aurora Cerame dell’ASD DP66 Pinarello, Ilary Ceccarelli del C.C. Appenninico 1907, Melissa Plaino del Jam’s Bike Team Buja, Matilde Donati dell’Abruzzo Cycling Team e Rebecca Ducco dell’MTB Academy Giaveno. Sei che diventano praticamente la testa della corsa.

La Vottero fa il primo giro in 9:03, aumentando il margine su Vittoria Bondi della Santa Cruz TSA Beltrami, a +34 secondi, con Ducco a ruota. Nessun grande colpo di scena tra le prime, mentre per Cerame c’è da segnalare una caduta vicino ai box, negli stessi secondi in cui Ceccarelli cambia la bici. È proprio il sole, intorno all’ora di pranzo, a far lavorare molto i box a causa del fango che le due ruote alzano.

Al meno uno dalla conclusione, di tre giri complessivi, Vottero scende dal Muro del Baccanale, tra gli olivi, andando come una ‘saetta’, consolidando la sua posizione e creando un vuoto importante dietro di lei. Sono 41 i secondi di ritardo della seconda, in questo caso Vittoria Bondi, mentre poi ci sono Aurora Lecca del G.S. Lupi Valle d’Aosta, Cerame, Ducco e Giorgia Fiorani del Cycling Cafè Racing Team.

La discesa tra gli olivi per Giorgia Vottero è trionfale, mentre al pubblico non resta che accompagnarla con tanti applausi. Alla fine, è Campionessa Italiana: una passerella la sua a Castello Roganzuolo che lascia dietro Vittoria Bondi (+1:17,1), Aurora Lecca (+1:29,7), che dirà di essere comunque “molto contenta”, quarta Aurora Cerame e quinta Rebecca Ducco. Vittoria Bondi della Santa Cruz TSA Beltrami ha dichiarato: “All’inizio della stagione non me la sarei mai aspettata”. Giorgia Vottero, di Cx Devo Academy, molto contenta per questo Campionato Italiano, ha invece parlato del percorso: “Era molto bello, mi sono davvero divertita”.

Le Donne Allieve primo anno sono 20 alla partenza. Già all’entrata dei vigneti si inserisce in testa la veneziana Irene Righetto, dell’A.S.D. Team Velociraptors, che terrà la posizione, stretta stretta, sino alla fine.
La ragazza dei Velociraptors stacca subito Anna Mombello della Cx Devo Academy di almeno 10 secondi; poi, a seguire, si presentano Eleonora Flaviani dell’ASD MTB Novagli e l’atleta di casa, della Sanfiorese, Zoe Del Ponte.
Al secondo giro la giovane di Torre di Mosto macina davvero molto e aumenta di 30 secondi il margine sulla seconda, un parziale che incrementa alla fine del secondo giro, che conclude in 9:06, su tre.
Flaviani, appaiata a Mombello, cerca di staccare poi l’atleta di casa Del Ponte, che non vuole mollare la presa. È proprio lei a rifarsi sotto per il terzo posto, anche se si mostra curva sulla sua bici, come se avesse già dato il massimo.
Alla fine la veneziana è la regina assoluta della gara e si porta a casa il quinto titolo italiano della sua vita. Righetto, all’arrivo scoppia in lacrime, staccando Anna Mombello della Cx Devo Academy (+39,6), cui segue una grande Zoe Del Ponte, bronzo a + 48,3. Quarta Eleonora Flaviani, quinta Ruiz Navarro Leire Storani del Recanati Bike Team ASD.
La veneziana all’arrivo dirà di non rendersi conto di questi cinque tricolori: “Qui a Castello Roganzuolo c’era un tifo incredibile e ho trovato un percorso davvero bello”. Felicissime ovviamente si dimostrano sia Mombello che Del Ponte.

Alle 13.40 puntuali, gli spettatori assistono a una gara davvero bella: il gruppo è molto allungato nelle prime battute e così il pubblico può vedere tutte le 31 partecipanti delle Donne Allieve secondo anno, una dietro l’altra.
Questa disposizione però dura poco: Matilde Anselmi della Cx Devo Accademy deve cambiare la bici e finisce in 20ª posizione, mentre la testa si assesta. È tutta per Matilde Carretta del G.S. Mosole e Rebecca Anzisi del Jam’s Bike Team Buja. Al primo passaggio le due sono praticamente appaiate, dopo 14 secondi c’è Beatrice Mainfrè del Tirano Bike. Quarta è Angelica Ricchitelli de I Cinghiali Evo, poi Alice Viezzi del B Team Ciclocross Project e Matilde Anselmi. Quest’ultima fa trasparire dal suo sguardo una grinta incredibile: probabilmente scossa per i primi problemi, vuole assolutamente guadagnare posizioni.
Al cambio bici Carretta e Anzisi sono davanti e quasi si scontrano, poi il seguito è targato Anselmi e Mainfrè.
Al Muro del Baccanale, in mezzo agli olivi, Carretta (8:50,4) mostra tutta la sua potenza: transita prima al secondo giro, ai meno uno dal termine.
La seconda, a 7 secondi, è Anzisi, mentre Anselmi si porta a +19,5. Il pubblico è obbligato a vivere uno spettacolo davvero pazzesco al suono della campana, in una giornata baciata dal sole che ora presenta fango solo in alcuni punti.
Rebecca Anzisi dopo un sorpasso incredibile tra gli olivi dietro la Pieve, su Matilde Carretta, si presenta prima al Muro del Baccanale.
La friulana del Jam’s Bike Buja taglia poco dopo il traguardo finale, vincendo i Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026. Argento per Matilde Carretta del G.S. Mosole, bronzo per Matilde Anselmi della Cx Devo Accademy, la quale dirà di essere partita male e di essere anche caduta dentro il fosso. Mainfrè quarta, Nicole Trampus dell’ASD GS Sorgente Pradipozzo è invece quinta.
Matilde Carretta ha riferito di aver mollato un po’ nel finale, sottolineando però che “Rebecca se lo è meritato”.
“Non capisco cosa ho fatto, un’emozione unica. Mi aspettavo una Matilde Carretta brava, però nell’ultimo giro sono riuscita a staccarla”, sono le parole della tricolore Rebecca Anzisi.

Gli Allievi Maschi primo anno, una novantina, nei primi tratti del percorso offrono un tripudio di colori grazie alla diversità delle maglie. I ragazzi dalle 14.30 possono beneficiare di un tracciato praticamente asciutto e quasi perfetto. Il ritmo, sin dalle prime battute, si dimostra davvero sostenuto. Sono tutti vicini anche al primo passaggio sugli olivi del Muro del Baccanale, mentre il primo a transitare al primo giro è Luca Ferro, della Bustese Olonia A.S.D., che blocca la sua performance a 7:56,2. Poco dietro Nicolò Maglietti, Cx Devo Accademy, Franz Engele, Ask Kardaun-Cardano; a seguire Nathan Alex Longhi della Fas Airport Service Guerciotti e Alberto Finetto della Hellas Monforte.
Ferro, il ‘Mastino’ di Busto Arsizio, è concentratissimo e non sbaglia nulla. Transita primo anche al secondo giro, su quattro, con un 7:42,0. Un giro favoloso che precede di più di 12 secondi Longhi, Engele, Maglietti e Alessandro Pizzaglini del GS Pianello, che sono vicini.
Il successivo cambio bici di Ferro sembra quello della Formula Uno, con l’atleta che schizza via in pochissimi secondi. Il Campione Europeo rimane davanti, ma Longhi ed Engele vogliono metterlo sotto pressione. L’uomo della Bustese Olonia è comunque davanti al suono della campana (7:45,5), Longhi a +6,8, Engele a +12,9.
Prima della chiusura, Ferro precede tutti, però ha sempre meno secondi di margine su Longhi. Poi accade qualche cosa che dovrà essere verificato proprio tra gli ulivi. Ferro e Longhi cadono, forse si toccano a vicenda; poi, prima della salita della Pieve, Longhi cade ancora, forse per una spinta, anche se recupera in fretta.
All’arrivo giunge primo Luca Ferro in volata su Nathan Alex Longhi, terzo Franz Engele, ma la giuria vuole rivedere le prime riprese per valutare i tocchi. Quarto Finetto, quinto alla fine Maglietti. La cerimonia sul palco viene confermata, ma per il ritmo davvero serrato di una giornata unica, deve essere velocissima per non impattare sull’ottava gara.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19. La giuria emana un provvedimento che puoi vedere qui sotto.

AGGIORNAMENTO DELLA NOTTE. La giuria si esprime ancora, visionando altre immagini e squalifica Ferro.

Per l’ultimo appuntamento di una domenica davvero incredibile sono 75 i partenti negli Allievi Maschi Secondo Anno, per 4 giri del tracciato che misura 2,3 km. La gara si fa subito combattuta e serrata, tanto che i ragazzi arrivano al primo giro molto vicini: Alessio Borile è primo (7:35,4), Asd Dp66 Pinarello; Michel Careri della Cx Devo Academy è secondo (+0,8), mentre a distanza ravvicinata c’è anche il suo compagno Matteo Jacopo Gualtieri (+5,7). Quarto si presenta Riccardo Tofful della Sanfiorese (+13) e quinto Mattia Bonavia dell’Mtb Academy Giaveno (+14).
Al secondo giro non ci sono grandi sorprese, però Borile si presenta con un gran margine, avendo condotto egregiamente la gara, con Michel Careri a +11, davanti al compagno di squadra Gualtieri (+20,5).
Man mano che passano i minuti, l’atleta dell’Asd Dp66 Pinarello guadagna sempre di più. Alla campana Borile non ha più quasi nessuno dietro di sé, grazie a un vantaggio di oltre 24 secondi su Careri. Poi ci sono Gualtieri (+35), Bonavia (+53), Leonardo Onida del Jam’s Bike Team Buja (+56) e, a oltre un minuto, l’atleta di casa Tofful.
L’obiettivo di Borile è ovviamente quello di tenere la testa, ma per lui non ci sono praticamente problemi: è primo alla scalinata finale, è primo al Muro del Baccanale, è primo all’arrivo con 7:35,8.
È lui quindi il Campione Italiano. Michel Careri è argento (+23,5) e si deve arrendere alla potenza dell’atleta dell’Asd Dp66 Pinarello. Terzo arriva Gualtieri (+40,3), quarto Onida, quinto Bonavia.
Alessio Borile: “C’era un tifo maestoso, qui mi gaso ogni anno, questa è la gara più bella della stagione. Dedico questa maglia alla famiglia, alla mia scuola che mi permette di fare le gare e a tutto il pubblico”.

In questi due giorni di Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026 a Castello Roganzuolo di San Fior (TV) ci sono state più di 4.500 persone.
Quasi 200 atleti sabato, 500 domenica, oltre 120 mezzi dei team, 104 camper da tutt’Italia, alberghi quasi tutti pieni in tutta la Sinistra Piave da Cordignano a Vittorio Veneto, passando per Conegliano. “Un importante risultato per i primi Campionati della sostenibilità” commenta la Sanfiorese.
Non fiori recisi sul palco, ma piante vere e proprie, sostenibili, offerte da Savno, coltivate con terriccio recuperato dalla frazione umida, in serre a biogas. E poi gadget realizzati con copertoni non commerciabili della Challenge Tires e tazze prodotte da una cooperativa che sostiene persone meno fortunate, per il reinserimento lavorativo.

“Ci aspettavamo una risposta positiva, ma non pensavamo di fare meglio di tre anni fa”, dice l’organizzazione della S.S. Sanfiorese, che ha messo in campo oltre 130 volontari e richiamato numerose associazioni per garantire la sicurezza e delle sane giornate di divertimento.
Il Sindaco di San Fior, Gastone Martorel, ha poi aggiunto dal palco: “Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione di una manifestazione così. Per noi è un orgoglio far conoscere una località così maestosa”.

Il Ct della Nazionale Italiana Daniele Pontoni, presente assieme al Presidente della FCI Cordiano Dagnoni alle gare di domenica, ha detto: “È stato un bilancio più che positivo, con bei spunti tecnici. Anche per me è una conferma, perché comunque parecchi di questi ragazzi erano già annotati sul nostro taccuino. È stata una giornata che alla fine ci ha regalato tante emozioni, tanti – ripeto – tanti bei risultati, ma soprattutto tanta gente, tanto bel pubblico. Un percorso esigente, spettacolare. Una giornata di festa che alla fine si è conclusa nel migliore dei modi”.